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10 anni di Alto Rendimento: l’intervista ai gestori di Arca Fondi SGR



Vincere non è mai facile, ma vincere per dieci anni consecutivi è un’impresa molto più ardua. Da un decennio a questa parte, Arca Fondi SGR non smette di stupire e ha ottenuto ancora una volta il prestigioso riconoscimento de Il Sole 24 Ore: il Premio Alto Rendimento. Stiamo parlando di un premio che ha una storia lunga e consolidata (l’edizione del 22 marzo scorso è stata la 24ma), una sorta di “scudetto” degli investimenti, un riconoscimento che si avvale della collaborazione di importanti società di rating che premia i risultati, la metodologia e l’approccio delle società di gestione e dei loro Fondi.

L’Amministratore Delegato di Arca Fondi SGR Ugo Loeser non nasconde la propria soddisfazione: «Ricevere questo riconoscimento per il decimo anno consecutivo, insieme al Premio per il nostro Fondo ESG, dimostra come l’attenzione alla qualità dei prodotti e ai bisogni dei clienti costituiscano non solo gli elementi fondanti la nostra attività ma anche i nostri fattori critici di successo. Un ringraziamento va a tutta la squadra che si impegna ogni giorno con grande entusiasmo per offrire le migliori soluzioni ai nostri partner e ai nostri clienti».



Per chiarire meglio abbiamo parlato con “la squadra”, un team di gestori esperti che da anni fa incetta di premi. Ma come si fa a vincere con continuità per tanto tempo? La ricetta secondo Alberto Zorzi, a capo della Direzione Investimenti, colpisce per sua semplicità: «Mai essere autoreferenziali, cercare sempre il confronto e impegnarsi per comprendere il contesto nel quale si opera. Tutto qui». Efficace, ma mai scontato, soprattutto in questa epoca in cui tutti parlano di tutto, a volte con superficialità.

Eppure, la comprensione del contesto potrebbe essere difficile, soprattutto ora che cambia repentinamente, tra guerre e pandemie. Ma oggi è più difficile di ieri. O no? «Sicuramente gli eventi che abbiamo vissuto negli ultimi anni sono stati estremi – ammette Giorgio Bortolozzo, Responsabile Investimenti Azionari – e hanno dato spazio a volatilità e incertezza. Dobbiamo riconoscere però che l’evoluzione tecnologica consente la possibilità di aumentare la produttività e la crescita delle aziende. Ciò ci fa rimanere positivi».



Uno scenario caratterizzati da cigni neri, eventi inaspettati in grado di modificare pesantemente le prospettive, rendono attuale il concetto di resilienza, la capacità di assorbire un urto senza rompersi. «È fondamentale. Noi siamo strutturalmente esposti a shock esogeni ed endogeni di qualsiasi natura, ed essere resilienti è molto importante per arrivare alla fine – interviene Federico Mosca Responsabile Investimenti Multiasset – se facciamo un paragone con lo sport, il nostro lavoro non è associabile ad uno sprint, la nostra è una maratona e per vincere ci vuole equilibrio interiore. Non c’è una ricetta precostituita, le cose cambiano nel tempo e bisogna sapersi adeguare, per fare ciò bisogna trovare il proprio equilibrio. Per trovarlo, non bisogna dimenticare che il nostro è un lavoro di team, il proprio equilibrio è il punto di partenza per trovare quello della squadra. Perché da soli non si va da nessuna parte».

Un punto centrale, quello del lavoro di gruppo. E qui il ruolo del manager è ancora più delicato. Come si deve porre un manager per portare una squadra alla vittoria? «Un manager è come un allenatore di una squadra - il parallelo sportivo ritorna anche con Giovanni Radicella a capo degli investimenti Obbligazionari - una volta proposto l’impianto e il sistema di gioco (la filosofia di investimento) deve cercare di far coprire tutti gli spazi del campo in base alle caratteristiche dei componenti (specializzazione per settore, per asset class etc) e poi permettere loro di esprimersi al massimo individualmente (analisi, formazione di aspettative, valutazioni etc) e allo stesso tempo di andare incontro e aiutare il compagno o la compagna di squadra (scambio continuo di informazioni e know how)». Affermazione ineccepibile e soprattutto molto chiara anche ai non addetti ai lavori. Evidentemente anche questa è una capacità che porta a dieci anni di vittorie….



Se si parla di squadra ci si aspetterebbe un elevato contributo dei giovani. Che cosa possiamo dire a chi si affaccia a questo mestiere da neolaureato? La parola a Giorgio Bortolozzo, anagraficamente il più giovane dei quattro «Per i giovani possiamo sicuramente consigliare di essere curiosi e di non fermarsi alla superficie. Fare tante domande e ascoltare. Non devono aver paura di provare e di sbagliare».

Una visione positiva per il futuro che evidentemente va inquadrata correttamente: «Giusto sottolineare l’importanza dell’innovazione sia finanziaria che tecnica, ma non bisogna mai dimenticare le ragioni storiche della nascita dell’industria del risparmio gestito: permettere ai risparmiatori anche piccoli di investire in modo diversificato ed efficiente nelle varie asset class – puntualizza Giovanni Radicella – ne consegue che quello che i Fondi Comuni non devono fare (concetto espresso con molta enfasi nda) è illudere i risparmiatori prospettando arricchimenti rapidi e sicuri. Se si seguono invece le motivazioni storiche che hanno portato alla nascita del settore, avvantaggiandosi ovviamente dei progressi tecnologici e finanziari, sarà possibile aggiungere valore per tutti gli attori interessati».

Ma allora, se la tecnologia è tanto importante, verrebbe da chiedersi perché si continui a puntare sull’apporto umano? «Perché la tecnologia è al servizio dell’uomo: ne espande le possibilità, le capacità di calcolo e quindi ci consente di offrire un servizio migliore, ma all’uomo rimane un ruolo centrale in quanto governa il processo di miglioramento dei servizi e quindi di produttività – chiarisce Federico Mosca – nella parte a più basso valore aggiunto si può sicuramente pensare ad una sostituzione del ruolo umano da parte della tecnologia, ma il processo e le decisioni rimarranno interamente guidati dall’uomo».


Chiusura obbligatoria per Alberto Zorzi, che risponde alla domanda più difficile. Dove si trovano le motivazioni per continuare a fare bene? La sua risposta è ancora una volta sintetica, ma profondamente umana «Abbiamo la fortuna di fare un lavoro estremamente interessante che ci permette di approfondire i mille aspetti che influenzano la vita delle persone. Coordinate e stimoli arrivano ogni giorno grazie alla passione».

Una passione che, evidentemente, ripaga con risultati di eccellenza.

Le informazioni pubblicate su questa pagina hanno scopo divulgativo e non rappresentano una consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare investimenti né tantomeno ricerca in materia di investimenti. Le informazioni, per quanto accurate e aggiornate, possono non essere complete e non tengono conto delle caratteristiche patrimoniali e finanziarie dei singoli destinatari.
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