Avere un minore impatto sull’ambiente è un argomento attuale ed importante, che abbiamo già trattato in diversi articoli. Ma da dove possiamo partire? Anzitutto, è meglio evitare di pensare che siano solo gli altri ad inquinare. Ognuno, con le proprie azioni, può fare la differenza. Dai mezzi di trasporto, alla dieta, dagli elettrodomestici al bucato, ecco i nostri consigli per un presente ed un futuro più sostenibile.
Le auto non sono le principali colpevoli di emissioni, ma probabilmente sono il problema che offre maggiori alternative. Se le auto elettriche sono ancora troppo costose e se i mezzi pubblici nella fase pandemica vanno presi ancora con cautela, allora possiamo guardare con attenzione al car sharing, sempre più economico e ai mezzi a bassissimo impatto come la bicicletta e il monopattino.
Chiariamo: non è necessario diventare vegani, ma è importante capire che il consumo di carne rossa comporta ingenti danni all’ambiente. Purtroppo, le emissioni degli animali che mangiamo sono dannose e gli allevamenti intensivi peggiorano un quadro già complesso. La nostra dieta mediterranea è ricca di tanti alimenti meno impattanti, approfittiamone.
In Italia, gran parte dell’energia elettrica viene ancora prodotta dalle centrali tradizionali, ovvero alimentate da combustibili fossili, tra cui il carbone. Già questo dovrebbe convincerci dell’utilità di spegnere le luci, ma possiamo fare qualcosa di più facile: spegnere gli apparecchi in stand-by. La tv, il computer, il condizionatore, il decoder, la console non si spengono mai, ma rimane sempre quella lucina accesa che non è affatto innocua. In un anno un condizionatore può arrivare a consumare 80 watt, una moderna tv a 25 watt. Alcuni studi quantificano esattamente il costo sulla bolletta: in media possiamo arrivare a quasi 50 euro. Meglio dotarsi di prese con tasto di spegnimento.
Tutti sappiamo che dobbiamo azionare sempre le lavatrici a pieno carico e utilizzare detersivi sostenibili. Ma quello che pochi sanno è che il 90% dell’elettricità utilizzata da una lavatrice serve a scaldare l’acqua. I lavaggi con le alte temperature non sono sempre necessari, in molti casi l’acqua fredda è più che sufficiente per lavare al meglio, aiutare l’ambiente e anche il portafoglio. Uno studio del Dipartimento dell’Energia statunitense ci assicura che utilizzando acqua fredda una famiglia media potrebbe risparmiare oltre 60 dollari l’anno. Forse ci potremmo fare un pensierino anche noi in Europa.
Oggi ci sono spazzolini che si collegano in Bluetooth sul cellulare e ci dicono per quanto tempo e come dobbiamo spazzolare i nostri denti. Ma l’abitudine di lasciare l’acqua aperta durante il lavaggio è dura a morire. Un lavaggio di 3 minuti equivale ad uno spreco di una quantità di acqua compresa tra 15 e 20 litri. Per tre lavaggi al giorno, per una famiglia di quattro persone fa 240 litri al giorno! Non c’è da aggiungere altro.
Non sarà comodo, non occuperà poco tempo, sarà anche un retaggio del passato, ma far asciugare il bucato all’aria aperta è molto più economico dell’asciugatrice. Al giorno d’oggi esistono modelli particolarmente efficienti e anche modalità di utilizzo che ci possono far risparmiare molto, ma nei limiti del possibile, quando c’è il sole ed è una bella giornata, stendere il bucato è sempre meglio.
Certo è dura andare in Brasile con il treno, ma laddove è possibile l’utilizzo del treno è sempre preferibile a quello dell’aereo. Per ogni km percorso un aereo emette 285 grammi di CO2 contro i 55 di un’auto di grossa cilindrata, contro i 14 grammi di un treno. L’evidenza dei numeri.
Non parliamo solo di filiera corta, di acquistare direttamente dai produttori, anche al supermercato possiamo trovare prodotti locali, basta guardare la provenienza che è chiaramente indicata sulle etichette. Certo, vuoi mettere il gusto di mangiare le fragole a Natale? Però il problema sono le emissioni dei mezzi di trasporto, la freschezza e la perdita dell’aspetto nutrizionale dei prodotti che vengono da lontano. Stesso discorso per le acque minerali. Se la fonte è a 2000 km di distanza ha senso berla qui?
Le vediamo spesso sui social network: fotografie di frutta e verdura, diligentemente sbucciate, porzionate e chiuse nella plastica! Come è noto, la plastica è prodotta mediante l’utilizzo di combustibili fossili e ha l’enorme difetto, se dispersa nell’ambiente, di impiegare centinaia di anni per degradarsi. E non è sempre utile. Ti sei mai chiesto perché le arance sono vendute nelle retine rosse? Pare che non ci sia nessun motivo pratico: solo marketing. La confezione esalta il colore della frutta rendendola più appetibile. I nostri negozi devono diventare plastic-free e molti lo stanno già facendo, ma possiamo accelerare il processo non acquistando più imballaggi.
Per essere veramente sostenibile è meglio esserlo anche nel portafoglio. Oggi, la classe di Fondi ESG è particolarmente nutrita ed è quindi possibile investire rispettando i canoni di responsabilità e sostenibilità. Con benefici, oltre che per l’ambiente, anche per i nostri risparmi. Il settore, infatti, sta reagendo molto bene al periodo che stiamo vivendo e questo non può che convincerci sempre di più ad investire “green”.

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