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Attenti alla cornice! Il Codice Petrov e la fine del mondo sfiorata



Due semplici domande per iniziare.

1.   Dopo anni di indecisione, hai preso la decisione di fare un investimento. Il giorno dopo però un evento inaspettato crea il caos sui mercati. Cosa fai?

2.   È il momento di fare il consueto versamento annuale sul Fondo Pensione, ma ti ritrovi a guardare la tv in preda al panico. Cosa fai?

Per ora tieni da parte le tue risposte. Ti parleremo di un evento di quasi 40 anni fa, che inaspettatamente ci darà l’occasione per fare un ragionamento su come è opportuno prendere le decisioni. 


La fine del mondo sfiorata


Per anni, il mondo ha ignorato quanto siamo stati vicini il 26 settembre 1983, all’estinzione di massa dell’umanità. Quel giorno ci siamo salvati perché un uomo ha preso la decisione giusta, nonostante tutti gli elementi esterni lo obbligavano a sbagliare.

Stanislav Petrov era un militare russo, figlio di un pilota di caccia e di un’infermiera. Era nato il 7 settembre 1939, giusto una manciata di giorni dallo scoppio della Seconda guerra mondiale. Seguendo le orme paterne si iscrisse all’Accademia Militare di Ingegneria Aeronautica di Kiev (allora ancora in pieno territorio sovietico, sotto il controllo di Mosca) e dopo il diploma, brillantemente conseguito, venne assegnato alla difesa antiaerea. Una vita tutto sommato tranquilla fino all’autunno del 1983.

Il contesto di quel periodo era molto teso: l’8 marzo di quell’anno Ronald Reagan aveva pubblicamente soppiantato il precedente periodo di distensione e aveva definito l’Unione Sovietica “evil empire” (impero del male). Dall’altro lato, Andropov dava per certo un attacco preventivo da parte degli Stati Uniti. Divisi da due Oceani e da miliardi di persone i due arsenali nucleari erano il classico dito sul grilletto pronti a scoppiare.

La strategia militare MAD

Il 26 settembre, il tenente colonnello Stanislav Petrov era il responsabile del centro di rilevamento di attacchi nucleari dell’Unione Sovietica. Dal suo bunker, il Sepurchov 15 vicino Mosca, aveva il compito di monitorare eventuali attacchi da parte degli americani. La strategia all’epoca vigente era la Distruzione Mutua Assicurata (Mutual Assured Destruction o MAD). In sostanza, l’equilibrio era mantenuto dal fatto che i tempi di lancio di missili balistici nucleari (una decina di minuti) consentiva all’avversario una rappresaglia di uguale o superiore intensità. Il vantaggio dell’attacco preventivo, di fatto, non esisteva e sparare il primo colpo non assicurava la vittoria, ma la morte di entrambi i contendenti. 

Il Codice Petrov. Un errore di grande successo

Era da poco passata la mezzanotte e, senza nessun preavviso, l’allarme risuonò nel bunker. I complessi sistemi di rilevamento satellitari russi avevano visto un missile partire dal Montana, negli Stati Uniti. A 24mila km all’ora, in pochi minuti avrebbe colpito il territorio sovietico. Petrov reagì con molto sangue freddo: richiese conferma ai sistemi. Per tutta risposta i satelliti confermarono il primo missile e altri 4.

Se avesse voluto seguire il protocollo, Petrov avrebbe dovuto avvertire i suoi superiori, i quali avrebbero dato il via ad una mossa di rappresaglia, lanciando centinaia di testate nucleari sul territorio americano e di diversi paesi europei della NATO. Per la strategia MAD ci sarebbe stata una contromossa di rappresaglia e altre centinaia di testate nucleari sarebbero state lanciate (questa volta per davvero, ma Petrov ancora non lo sapeva) sul territorio sovietico. Un’ecatombe da milioni di morti. Il sangue freddo di Petrov fu determinante: consapevole del fatto che, anche se i satelliti “vedevano” i missili, la strategia americana di lanciare “solo” 5 missili era inverosimile e preferì non fare nulla, aspettando l’impatto dei missili prima di far partire il contrattacco.

Dopo un quarto d’ora, si può solo immaginare con quale tensione, i missili svanirono. Solo dopo una lunga analisi, fu accertato che un particolare allineamento tra la Terra, il Sole e il satellite collegato all’equinozio autunnale, aveva dato origine a dei riflessi solari ad alta quota che vennero identificati, erroneamente, come missili. L’indagine gettava una pessima luce sul sistema difensivo sovietico ed è facile immaginare che creò non pochi imbarazzi nel Cremlino. Poco meno di 3 anni dopo, un ben più grave incidente nella centrale nucleare di Cernobyl mise a nudo altre falle nel sistema industriale sovietico con le note conseguenze. 

Un errore di cornice?

Il quarto d’ora vissuto da Petrov è sintetizzabile in un’encomiabile vittoria dell’uomo sulla macchina, della ragione sull’astrazione dei numeri. Ma è possibile anche trovare un’altra spiegazione: la scelta del militare di prendere una decisione senza lasciarsi distrarre dalla “cornice”. In un contesto di guerra fredda vedere dei missili da un sistema ritenuto infallibile era di sé garanzia che qualcosa stava succedendo. La cornice, in questo caso, sarebbe stato l’elemento fallace che avrebbe fatto prendere una decisione tragica. Allo stesso modo, parlando di investimenti, non tenere conto dell’orizzonte temporale di lungo periodo può trarci in inganno. Riprendiamo le domande fatte in apertura:

1.   Hai appena effettuato un investimento. Vieni da un periodo difficile con una pandemia globale che ha creato enormi danni sanitari e sociali, ma le prospettive per il futuro sono positive. L’economia pare innestata su un binario di crescita più che solida, ma il giorno dopo scoppia una guerra in Europa e il tuo titolo perde il 20%. Cosa fai, vendi tutto o aspetti?

2.   Vivi la stessa situazione, ma hai acquistato un Fondo Pensione. Cosa fai, versi oppure aspetti?

Molto spesso, davanti a situazioni di incertezza del futuro ci lasciamo prendere dall’emozione del momento e non teniamo conto delle prospettive offerte dal lungo periodo. In questi casi ci lasciamo prendere evidentemente dalla cattiva cornice in cui siamo immersi nel momento contingente. Chiarito che non esiste una soluzione valida per tutti i singoli casi e che una chiacchierata con il nostro consulente di fiducia può essere di aiuto, il punto di riflessione è che per prendere decisioni giuste bisogna astrarsi dalla cornice e guardare il quadro. Non sarà grave come schiacciare un bottone e far partire una guerra nucleare globale, ma può essere di aiuto anche nelle nostre vite. 

Le informazioni pubblicate su questa pagina hanno scopo divulgativo e non rappresentano una consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare investimenti né tantomeno ricerca in materia di investimenti. Le informazioni, per quanto accurate e aggiornate, possono non essere complete e non tengono conto delle caratteristiche patrimoniali e finanziarie dei singoli destinatari.
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