Internet, l’11 settembre, Fukushima. Cosa hanno in comune? Sono tutti Cigni Neri, situazioni inaspettate che hanno un impatto globale molto forte. E, incidentalmente, fanno molto male. Quando, nel 2007, venne pubblicato Il Cigno Nero di Nassim Taleb, divenne comune chiamare questo tipo di eventi, Cigni Neri, animali di cui nessuno ipotizzava l’esistenza prima della scoperta dell’Australia, ma che erano lì, belli vivi e vegeti, pronti a farsi scoprire. E ora? Possiamo considerare il Covid-19 un Cigno Nero, un evento tanto inaspettato quanto impattante sulle nostre vite e sui nostri investimenti? Qualcuno dice di no. Michele Wunker, analista politica e fondatrice di una società di consulenza che si occupa di gestione dei rischi, ritiene si tratti di un Rinoceronte Grigio, una minaccia altamente probabile che potrebbe avere un impatto enorme ma che, stranamente, nessuno aveva considerato prima della sua comparsa.
Recentemente la Wunker ha scritto: “Dato ciò che sappiamo delle pandemie e della loro crescente probabilità, i focolai sono altamente probabili e di grande impatto. Ho coniato il termine "rinoceronte grigio" proprio per questi eventi: ovvi, visibili, che arrivano proprio da te”. Chi si aspettava il crollo del mercato immobiliare statunitense? Chi si aspettava un attacco terroristico su larga scala negli Stati Uniti? Nessuno, pochissimi. Ma un rischio pandemico non poteva certamente coglierci di sorpresa, visto che questo virus deriva direttamente da quello della SARS che solo pochi anni fa ci aveva appena lambito. Passata la fase difficile dovremo riflettere molto sugli eventi di questo tipo e pianificare attentamente i rischi potenziali.
In sintesi: PROBLEMA: Rinoceronte grigio > SOLUZIONE: Pianificazione di lungo periodo.
Dall’esperienza cinese stiamo apprendendo che è possibile contenere la diffusione di questo virus, ma ovviamente questo ha un impatto sui mercati prima e sull’economia dopo. Situazione che stiamo verificando proprio in questi giorni con elevata volatilità, crolli improvvisi e un clima di incertezza sui conti pubblici dei governi mondiali.
Innanzi tutto, la prima domanda che tutti ci facciamo in queste situazioni è: quanto durerà? La bolla speculativa delle dot-com di inizio millennio è durata quasi 30 mesi, quella sul mercato immobiliare americano del 2007 quasi 18. Ma quanto può avere senso paragonare delle bolle speculative con lo scoppio di una epidemia virale? Stiamo evidentemente confrontando fenomeni diversi e quindi potrebbe sembrare un esercizio inutile. La BCE, ad esempio, il 12 marzo scorso ha parlato di un episodio peculiare e temporaneo, i cui effetti rientreranno una volta passata l’emergenza. Siamo entrati in una fase negativa del mercato, ma, come possiamo vedere nel grafico sotto riportato storicamente i ribassi sono sempre stati riassorbiti dall’andamento successivo. Mediamente, guardando agli indici azionari nel lungo periodo (anche 100 anni) appare chiaro che di solito le fasi ribassiste durano circa 18 mesi mentre le fasi rialziste durano circa 5 anni.
La seconda domanda è, ovviamente: cosa fare in questo momento? La prima fondamentale azione da mettere in preventivo è di ragionare con calma ed è fortemente consigliato farlo con un professionista della consulenza. Le nostre valutazioni sono molto spesso fallaci: meglio affidarsi ad un esperto.
Va chiarito subito che ogni caso è peculiare e non esiste una sola ricetta valida per tutti, anzi le valutazioni possono essere anche molto differenti, ma esiste una regola che può essere presa in considerazione da tutti e cioè che è importante pianificare correttamente gli investimenti.
Pianificare significa:
Ora, data la situazione attuale, è molto utile parlare del punto 3 sulla strategia di investimento. Spesso ci viene detto che la volatilità di breve non dovrebbe intaccare la pianificazione strategica di lungo periodo. Ma cosa significa nel concreto?
Facciamo un esempio parlando del mercato finanziario per eccellenza, quello azionario. Sulle azioni si investe per il lungo periodo, quindi con un orizzonte superiore almeno agli 8 anni. Ma come decidere il momento in cui entrare? Se si teme di entrare su valori troppo alti o troppo bassi una valida soluzione è investire con un “Piano di Accumulazione”. Il PAC.
Questo è il grafico del mercato azionario americano degli ultimi 20 anni.
Parte da aprile del 2000, quando scoppiò la madre di tutte le bolle speculative sui titoli internet e arriva all’24 marzo scorso. Quello che vedete nella parte destra del grafico è la correzione causata dal Covid-19.
Investendo una cifra pari a € 24 mila all’inizio del periodo, si arriverebbe ad oggi ad una cifra pari a circa € 46 mila, mentre € 100 al mese per 240 mesi (ipotizzando lo stesso capitale di € 24.000) oggi si avrebbe una cifra pari a circa € 38 mila. Una chiara evidenza che l’investimento nel lungo periodo ripaga sempre anche se nel durante ci sono 20 anni, il Millenium Bug, l’11 settembre, i subprime, lo spread, i PIGS e la Grexit. E ora ci sarà anche il rinoceronte grigio: il Covid-19.

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