La transizione energetica e lo sviluppo sostenibile sono i temi che attualmente coinvolgono ogni ambito dell’economia. Tra questi, il settore edilizio è sicuramente uno dei più energivori: non solo copre circa il 40% del consumo energetico totale[1], ma è anche l’ambito in cui è possibile applicare un correttivo immediato, innovativo e realmente efficace, tramite la costruzione di edifici NZEB (acronimo di Nearly Zero-Energy Buildings). Si tratta di strutture a elevate prestazioni e a consumo energetico vicino allo zero, caratterizzate da un basso fabbisogno energetico, facilmente soddisfatto dall’uso di fonti a energia rinnovabile e con un impatto ambientale ridotto al minimo.
Mentre il consumo medio di un normale edificio si attesta tra i 50 e i 400 kWh/m2 all’anno, nel caso degli NZEB è registrato attorno ai 30 kWh/m2. Pertanto, un aumento di costruzioni ad energia zero porterebbe dei vantaggi tangibili in termini di riduzione dei consumi, dei costi in bolletta, nonché delle emissioni che impattano sul clima.
In Italia l'attenzione sul tema dell'efficientamento energetico è cresciuta a partire dagli anni ‘70, ma la svolta è arrivata solo in seguito all’emanazione del D.lgs.192 del 2005. Questo sancisce l’obbligo per tutti gli edifici di nuova costruzione, a partire dal 2021, di essere NZEB.
Successivamente, il decreto del 26 giugno 2015 ha stabilito i requisiti minimi che un immobile deve rispettare per essere considerato NZEB.
Secondo una ricerca condotta a gennaio scorso sugli immobili in vendita nelle principali città italiane (Roma, Milano, Torino, Palermo, Genova, Bologna e Firenze), solo il 12% delle abitazioni appartiene alla Classe A, ovvero il livello migliore di efficienza energetica che un edificio può raggiungere, mentre il 75% riguarda le classi energetiche molto meno efficienti, dalla G alla E.
Ma allora cosa possiamo fare per rendere le nostre abitazioni a basso consumo energetico? Esistono alcuni interventi che possono contribuire a migliorare la struttura, come ad esempio:
· Isolare le pareti e la copertura;
· Sostituire gli infissi;
· Optare per sistemi di riscaldamento evoluti come le caldaie a condensazione o i termocamini.
Invece per gli impianti tecnologici è consigliato:
· Sostituire l’impianto termico con sistemi a energia rinnovabile, quali pompe di calore e solare termico;
· Installare degli impianti fotovoltaici;
· Sostituire i sistemi di illuminazione con lampade a LED.
In Italia esistono diversi finanziamenti dedicati ai cittadini per avviare la transizione energetica, tra cui il Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica (FNEE). Istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si tratta di un organismo che sostiene le iniziative volte a migliorare l’efficienza energetica e ridurre i consumi nel nostro Paese, contribuendo così alla transizione verso un sistema più sostenibile e a basso impatto ambientale.
Tuttavia, è importante considerare che i finanziamenti e gli incentivi possono variare nel tempo, oltre che dipendere dalle politiche e dalle risorse disponibili. Pertanto, è assolutamente consigliabile consultare i siti delle istituzioni competenti, come il Ministero dello Sviluppo Economico o le autorità regionali, per conoscere lo stato delle opportunità attuali e le modalità di accesso ai finanziamenti per la transizione energetica.
[1] Report Enea, dicembre 2019, “Stato dell'arte del patrimonio edilizio nazionale e analisi degli attestati di prestazione energetica” (APE).

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