Sul nostro pianeta ci sono luoghi unici sia per il loro valore naturale sia per i doni che offrono all’umanità. Territori dal quale sgorga la vita nelle sue diverse declinazioni e senza i quali la nostra stessa esistenza e sopravvivenza sarebbe impossibile. Tra questi custodi di biodiversità troviamo laghi, fiumi, stagni e paludi esempi di quelle zone umide dove si incontrano e si fondono tra loro i due elementi che costituiscono i pilastri della vita: terra e acqua.
“L’uomo ha un diritto fondamentale alla libertà, all’eguaglianza e a condizioni di vita soddisfacenti, in un ambiente che gli consenta di vivere nella dignità e nel benessere, ed è altamente responsabile della protezione e del miglioramento dell’ambiente davanti alle generazioni future”. Era il 5 giugno del 1972 e queste furono le parole di apertura della Dichiarazione della Conferenza di Stoccolma; 112 stati membri delle Nazioni Unite che si riunirono per affrontare il problema dello sfruttamento delle risorse del nostro pianeta.
Da quel giorno, l’Onu istituì il “World Environment Day”: la prima Giornata Mondiale dell’ambiente fu fissata due anni dopo e fu profeticamente intitolata “Only One Earth”, una sola Terra, che da quel momento viene celebrata, ogni anno, il 5 giugno con lo scopo di sensibilizzare l’umanità a prendersi cura del pianeta e ad essere parte di quel cambiamento che ora non solo è fondamentale, ma anche non più procrastinabile per il futuro di tutti noi.
Purtroppo, da quella prima giornata del 1974 l’umanità ancora vive, agisce e produce come se avesse a disposizione più di una Terra. Secondo i dati dell’Overshoot Day 2020, elaborati dal Global Footprint Network, l’organizzazione di ricerca internazionale che da anni calcola l’impronta ambientale dell’uomo, lo scorso anno, nonostante le restrizioni dovute alla pandemia, abbiamo agito come se avessimo a disposizione 1,6 pianeti e per il 2021 le cose non sembrano essere migliori anzi, il termine di utilizzo delle risorse per l’anno corrente è tornato a peggiorare. Secondo i dati, ancora in fase di elaborazione, l’umanità quest’anno avrebbe consumato risorse come se avesse nelle sue disponibilità 1,7 pianeti, continuando ad indebitarsi con il futuro.
Uno sfruttamento del nostro patrimonio naturale ed ecosistemico oramai divenuto insostenibile, tanto che ora siamo tutti chiamati ad agire per la cura della nostra “casa”, ma da dove iniziare?
Il primo passo da fare è cercare di rimarginare le ferite che abbiamo già inferto alla Terra, per questo il tema della Giornata Mondiale dell’Ambiente 2021 è il “Ripristino dell'ecosistema”, una celebrazione che da ufficialmente il via al “Decennio per il ripristino dell’ecosistema” dichiarato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per il periodo 2021-2030, con lo scopo di incoraggiare e favorire azioni volte al recupero di una ricchezza naturale oramai degradata e compromessa da inquinamento, deforestazioni e perdita di biodiversità. Come scritto sulla piattaforma dedicata a questa Giornata “Non possiamo tornare indietro nel tempo. Ma possiamo coltivare alberi, rendere verdi le nostre città, riorganizzare i nostri giardini, cambiare la nostra dieta e ripulire fiumi e coste. Siamo la generazione che può fare pace con la natura".
Tra le azioni che aiutano il ripristino ecologico dei territori e che racchiudono in sé il senso del prendersi cura del Pianeta vi sono gli interventi volti alla tutela e riqualificazione del nostro patrimonio forestale.
Azioni che dal 2018 la Campagna Nazionale Mosaico Verde, promossa da AzzeroCO2 e Legambiente, porta avanti con successo su tutto il territorio italiano attraverso progetti di messa a dimora di nuovi alberi e la gestione sostenibile di boschi esistenti coinvolgendo Enti Pubblici e Aziende.
La messa a dimora di piante dona infatti nuovo ossigeno ad un pianeta in affanno. Secondo i dati del Global Environment Outlook del 2019, il più completo rapporto sullo stato dell’ambiente, il 29% del suolo, dove risiedono 3,2 miliardi di persone, è già degradato. L’inquinamento atmosferico attualmente causa da 6 a 7 milioni di morti premature l’anno a cui si deve aggiungere la perdita di biodiversità e la frammentazione degli habitat.
Piantare alberi genera invece benefici in termini di riduzione delle emissioni inquinanti, di difesa del suolo - avendo anche un ruolo chiave nel riassetto idrogeologico come il limitare eventi franosi - e della qualità dell’acqua. Le piante sono poi essenziali per preservare la biodiversità del territorio fornendo cibo e luogo di riparo per la fauna locale, contribuendo allo stesso tempo alla mitigazione delle alte temperature.
A questi benefici naturali se ne aggiungono alcuni di tipo sociale, ripristinare aree verdi spesso si traduce anche nel restituire alle comunità locali luoghi di condivisione rendendoli nuovamente fruibili e nei quali poter beneficiare del contatto diretto con la natura.
Questi gli obiettivi ai quali si ispira la Campagna Mosaico Verde, che trasforma ogni progetto in un tassello per il ripristino ecologico dei nostri territori. Questi anche gli obiettivi di Arca Fondi SGR che da sempre si impegna verso il futuro mantenendo l’equilibrio tra rendimento sostenibile e responsabilità sociale integrando i criteri ESG nei Fondi.
Gli interventi di forestazione che sono stati fatti dall’azienda sono stati realizzati rispettando i criteri di biodiversità, specificità territoriale e sostenibilità socioeconomica, andando ad intercettare la necessità delle Pubbliche Amministrazioni coinvolte di avere un sostegno nella tutela delle aree verdi esistenti e nella creazione di nuovi progetti di forestazione per l’adattamento ai cambiamenti climatici.
Un lavoro sinergico che non solo voleva dare delle risposte concrete alle problematiche ambientali che affliggono il Pianeta, ma mirava ad essere espressione di come agire per un futuro sostenibile sia possibile non solo nella Giornata Mondiale dell’Ambiente, ma ogni giorno.

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