E’ proprio vero che le persone normali davanti alle situazioni aleatorie valutano e decidono sulla base di un ragionamento approssimato. Prendiamo come esempio quanto sta accadendo intorno a noi in questo momento: sabato 14 marzo il Corriere della Sera ha pubblicato un sondaggio compiuto tra gli italiani sul tema del coronavirus da cui emerge che circa un italiano su due (53%) vede la malattia come una minaccia per la propria famiglia, il 62% per la propria comunità locale o città, e l’86% per l’intero paese. Ora questi numeri hanno qualche cosa di “strano” da punto di vista statistico. Proviamo a vederlo in modo semplice: se infatti una famiglia appartiene ad una certa popolazione, in questo caso quella degli italiani esposti al rischio di contagio, ha le stesse probabilità di essere esposta a quella minaccia, ma per noi questo modo di ragionare non è proprio naturale. Perché noi siamo più al sicuro dei nostri vicini e degli altri italiani? La finanza comportamentale, che studia, tra le altre cose, l’atteggiamento delle persone normali nei confronti del rischio, ci dà più di uno spunto per interpretare le risposte date ieri dagli italiani in quel sondaggio. In questo articolo ci concentriamo su due aspetti: la rappresentatività e l’eccessiva sicurezza.
La Rappresentatività è una regola euristica che noi utilizziamo per valutare o prendere una decisione. Le regole euristiche sono delle “scorciatoie mentali” che hanno lo scopo primario di fornirci protezione, permettendoci di operare in poco tempo decisioni fondamentali.
A causa della rappresentatività noi usiamo troppi pochi dati per decidere. Prendiamo la percezione sulle minacce del virus: io “raccolgo” le informazioni sulla salute della mia famiglia, osservando se la mia famiglia ha la tosse o ha la temperatura alterata, tutte informazioni qualitativamente rappresentative, ma statisticamente inutili, perché la minaccia per quanto riguarda la mia famiglia è funzione di ben altre variabili: quanto sono stato sociale nei giorni passati, in che zona del paese mi trovo ecc…
Prendiamo un esempio della finanza: i mercati non salgono, né scendono all’infinito, ma la nostra mente è molto abile a estrapolare trend e il fatto che i cicli si invertano, situazione complessa da inquadrare dal punto di vista cognitivo, è proprio innaturale da rappresentare. Quando la scorsa settimana i mercati scendevano, molti hanno pensato che quel trend ormai innescato dovesse proseguire senza sosta.
Tornando al nostro sondaggio, un’altra ragione del perché le famiglie italiane si sentono “più al sicuro” risiede nella visione ottimistica che spesso si ha della possibilità di governare le situazioni, ovvero l’eccessiva sicurezza nei mezzi a nostra disposizione.
Victor Hugo, il noto scrittore e storico francese dello scorso secolo, parla dell’eccessiva sicurezza di sé manifestata da Napoleone prima della battaglia di Waterloo: “L’imperatore non era mai stato di così buon umore come oggi. L’uomo che era stato serio ad Austerlitz [dove anni prima Napoleone aveva ottenuto la sua più significativa vittoria] era allegro a Waterloo. Nel momento in cui Wellington retrocedette, Napoleone si eccitò. Restava solo il compito di completare la ritirata con la distruzione. All’improvviso Napoleone mandò un dispaccio a Parigi per annunciare che la battaglia era vinta”.
Non possiamo evitarlo, l’eccessiva sicurezza è qualche cosa da cui guardarsi. Non solo perché il futuro è sempre incerto ma perché l’eccessiva sicurezza può farci agire con poco discernimento e condurci così in rovina e questo è vero per Napoleone, per la nostra percezione circa i rischi di contrarre la malattia, e anche quando ci muoviamo, troppo!, nei mercati finanziari. Brad Barber e Terrance Odean dell’Università della California hanno misurato l’abilità di investitori privati americani, esaminando l’attività di trading di 66.465 soggetti tra il 1991 e il 1996, ed hanno scoperto che in media i risultati sono stati poco soddisfacenti. La performance media nel periodo esaminato dei traders migliori, ripeto dei migliori, è stata dell’11,4% annuo contro una performance del mercato del 17,9%.Lo studio pubblicato sul Journal of Finance nell’aprile 2000 ha un titolo che non lascia scampo: Trading Is Hazardous to Your Wealth (il trading è pericoloso per la vostra ricchezza).In particolare è stato evidenziato che i traders che tendono a movimentare di più il proprio portafoglio, perchè eccessivamente sicuri, ottengono in media risultati peggiori rispetto al mercato (corretto per il Beta). La conclusione che si trae da questa analisi è che il rendimento dell’investimento dipende molto più dal comportamento del risparmiatore che dall’andamento dei mercati.
Barbara Alemanni è Professore di Economia degli Intermediari Finanziari presso l’università di Genova e Affiliate Professor alla SDA Bocconi School of Management. E’ membro del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Genova e presso la stessa Università presiede il Comitato Lasciti. E’ Consigliere di Amministrazione non esecutivo e indipendente di Borsa Italiana SpA e di Fincantieri Spa. Partecipa al Comitato degli investimenti dell’IIT e dal 2016 è membro del Group of Economic Advisors (GEA) dell’ESMA. E’ stata consulente scientifico per il MEFOP e ha fatto parte del gruppo di lavoro CONSOB-Università sul tema del Fintech. E’ un esperta di finanza comportamentale, di micro e macro struttura dei mercati finanziari e di regolamentazione dei mercati finanziari.

Questi cookie ci permettono di contare le visite e fonti di traffico in modo da poter misurare e migliorare le prestazioni del nostro sito. Ci aiutano a sapere quali sono le pagine più e meno popolari e vedere come i visitatori si muovono intorno al sito. Tutte le informazioni raccolte dai cookie sono aggregate e quindi anonime. Se non consenti questi cookie, non sapremo quando hai visitato il nostro sito.
Questi cookie possono essere impostati tramite il nostro sito dai nostri partner pubblicitari. Possono essere utilizzati da queste aziende per costruire un profilo dei tuoi interessi e mostrarti annunci pertinenti su altri siti. Non memorizzano direttamente informazioni personali, ma sono basati unicamente sull'individuazione del tuo browser e del tuo dispositivo internet. Se non si accettano questi cookie, riceverai una pubblicità meno mirata.
Questi cookie sono necessari per il funzionamento del sito e non possono essere disattivati nei nostri sistemi. Di solito vengono impostati solo in risposta alle azioni da te effettuate che costituiscono una richiesta di servizi, come l'impostazione delle preferenze di privacy, l'accesso o la compilazione di moduli. È possibile impostare il browser per bloccare o avere avvisi riguardo questi cookie, ma di conseguenza alcune parti del sito non funzioneranno. Questi cookie non archiviano informazioni personali.