E’ ormai evidente a tutti noi che con l’emergenza Coronavirus ci troviamo di fronte a una situazione epocale e forse è lecito chiedersi se tutto ritornerà come prima. Oppure se abbiamo imboccato un punto di svolta e di non ritorno e cosa ci aspetterà nel futuro.
La cosa sicura è la sensazione che tutti proviamo: quella di essere dentro un ciclone che ci ha travolto, con la paura della pandemia. A cui è seguito un ribasso sui mercati finanziari di natura inizialmente catastrofica. Un ribasso che per la velocità e la potenza non ha eguali nella storia.
Lo scenario è sembrato quello di una guerra, dove non cadono bombe, ma c’è un nemico più subdolo perché invisibile, “un virus”, che in nome dell’emergenza ha bloccato l’economia, fatto chiudere tutte le attività commerciali e le persone a casa in quarantena.
Come nella peste del seicento, uno spettro si aggira nel film della nostra mente, che si proietta nel mondo sotto forma di recessione, aziende chiuse, disoccupazione, perdita di lavoro.
Di fronte a questi eventi estremi, l’unico antidoto al virus della paura si chiama Resilienza! Un farmaco di cui dobbiamo somministrarci forti dosi per affrontare le trasformazioni che sono state innescate a effetto domino nel mondo intero.
La Resilienza è un termine che deriva dall’ingegneria meccanica, designa la capacità di un materiale di resistere allo “stress” a cui viene sottoposto, urti, schiacciamenti, deformazioni senza spezzarsi, conservando la propria struttura o riacquistando la forma originaria.
In Psicologia la Resilienza identifica la capacità di far fronte agli eventi traumatici e superare le avversità.
Come psicologa e formatrice sento spesso dire nelle mie aule di formazione o di coaching con i consulenti finanziari: “dobbiamo resistere ed essere resilienti”, come se queste due parole fossero un sinonimo. La Resilienza è qualcosa in più del semplice resistere. Tutti noi possiamo incontrare nella nostra vita situazioni stressanti, soffrire moltissimo, ma andare avanti anche se con fatica…questo è resistere!
Io sono Friulana e sento ancora raccontare dalla mia gente del terribile terremoto del 1976. Uno dei peggiori terremoti che abbiano mai colpito l'Italia in tempi moderni, per vastità della zona colpita, decessi e danni provocati.
Ancora oggi il modo in cui fu gestito il dramma post terremoto, è ricordato come un alto esempio di efficienza e grande capacità. Persone che hanno subito la perdita di loro cari, case, attività e a distanza di pochi anni, sono poi riuscite a ricostruire le loro vite, famiglie e aziende fiorenti. Nei loro racconti, testimoniano come l’esperienza del terremoto abbia attivato in loro risorse che pensavano di non possedere. La Resilienza è stata una forza incredibile per rialzarsi e diventare persone realizzate e che raggiungono mete importanti.
“La resilienza corrisponderebbe alla capacità umana di affrontare le avversità della vita, superarle e uscirne rafforzato o, addirittura, trasformato” (Grotberg, 1996).
Non è semplicemente resistere, ma un’esperienza di Trasformazione migliorativa, di Empowerment, di potenziamento di sé, come nel mito dell’Eroe, che si trova a fronteggiare una prova e che una volta sconfitto il drago (la crisi), non è più la stessa persona, ma qualcosa di nuovo, di migliore e più forte; E anche noi diventiamo l’Eroe della nostra storia personale.
E’ interessante chiedersi: la Resilienza è un talento innato, che solo pochi possiedono e che riguarda certe personalità straordinarie? Oppure tutti possiamo essere resilienti e come per qualsiasi capacità possiamo svilupparla e allenarla? Le ricerche in campo psicologico e motivazionale, dimostrano che come qualsiasi facoltà umana, la resilienza può essere allenata.
La Resilienza si plasma attraverso le difficoltà, non è un tratto originario presente fin dalla nascita. Diversi studi riportano che individui che hanno affrontato grandi sofferenze e ne sono venuti fuori hanno sviluppato una grande resilienza grazie a queste. Una crisi può indurci ad affinare le nostre abilità e a sviluppare nuove risorse.
Siamo abituati a vedere personaggi famosi, imprenditori importanti o grossi investitori, sotto la luce brillante del loro successo, ed è difficile pensare che molto spesso la loro vita sia stata costellata di fallimenti e dure prove e che proprio grazie a queste sono diventate le persone che sono ora. Nelson Mandela, simbolo della lotta all'apartheid e presidente del Sudafrica, interrogato sui suoi ventisette anni di prigionia, ha espresso meravigliosamente quell’esperienza traumatica come un “apprendistato”. Questa è la migliore interpretazione in chiave positiva e resiliente di un evento negativo e di come spesso l’esposizione alle avversità sembra rafforzare le nostre risorse piuttosto che indebolirle.
E ora consideriamo tre suggerimenti di Resilienza personale che possano essere utili da sviluppare per uscire dal timore finanziario auspicando che anche i mercati sempre più si muovano in un concetto di resilienza sistemica.
La nostra mente è l’ambito che offre le opportunità maggiori, perché in genere possiamo esercitare più influenza sulla nostra mente che sugli altri e figurarsi sul mondo e sui mercati!
Nei momenti di panico finanziario, non fare nulla potrebbe rivelarsi la scelta più azzeccata, per non incorrere nell’Activity bias, ovvero iper-reagire sui mercati e per forza mettere in atto un’azione, cioè investire o disinvestire senza però una strategia a monte.
Sempre valido, quindi, il caro concetto che per governare i flutti delle turbolenze finanziarie è necessario mantenersi saldamente ancorati al timone della propria strategia di investimento (accuratamente pianificata).
Prova a pensare a tutte le situazioni critiche dei mercati che hai visto, tutti gli shock finanziari che si sono succeduti in questi anni e a come li hai superati alla grande! Questo ti calmerà e ti farà ritornare più padrone della situazione.
Il nostro EQ (Emotional QI) è strettamente legato all’Intelligenza Finanziaria (abilità di gestire bene il denaro), ed è la capacità di riconoscere, comprendere e gestire bene le proprie emozioni soprattutto in relazione ai propri investimenti. Come diceva Warren Buffet. “Se non riesci a controllare le tue emozioni, non riesci a controllare il tuo denaro”.
Emozioni, Intelligenza Finanziaria e Resilienza sono collegate!
….e infine allenare:
la Resilienza per infondere speranza, ottimismo, fiducia nella ripresa e nella possibilità/opportunità dei mercati
la Resilienza come Metodo e Disciplina.
Per incoraggiare alla perseveranza negli obiettivi di investimento
Raffaella Pizzi Psicologa Finanziaria e Formatrice. Più di quindici anni nella Formazione per Banche e reti di Consulenti Finanziari. Relatrice e Motivational Speaker per convegni ed eventi nelle aree Relazione con il Cliente, Comunicazione Persuasiva e Finanza Comportamentale. Founder dell’Academy di Morfopsicologia, disciplina che studia la relazione tra il volto e la personalità. E’ autrice e blogger di articoli sull’applicazione tra le Neuroscienze, la Psicologia e la Finanza.

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