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La seconda vita dell’alluminio



Forse non tutti sanno che molti degli oggetti che fanno parte del nostro quotidiano, sono un vero e proprio esempio di economia circolare. Oggi, infatti, è possibile riutilizzare rifiuti o scarti di produzione concedendogli una seconda vita. In questo articolo vogliamo raccontarti di un materiale molto presente nelle nostre abitazioni: l’alluminio.

Nel nostro Paese, storicamente povero di materie prime, tutto l’alluminio prodotto viene dal riciclo e questo ha permesso, come evidenziato dal Consorzio Nazionale imballaggi Alluminio (CiAL), di evitare emissioni di gas serra pari a 371 mila tonnellate di CO2 e di risparmiare energia per oltre 159 mila tonnellate equivalenti di petrolio.

Alluminio primario e alluminio riciclato: quali le differenze?

L’alluminio è un materiale leggero, duttile e malleabile, tutte caratteristiche che lo hanno reso fondamentale in molti settori.

Tuttavia, non si trova puro in natura, ma viene estratto da altri minerali, principalmente la bauxite. Per produrre una tonnellata di alluminio primario sono necessarie ben quattro tonnellate di bauxite, un procedimento che impoverisce costantemente il patrimonio minerario del pianeta. Inoltre, produrre da zero l’alluminio, come evidenziato dal CiAL, ha un costo energetico di 13 kilowattora per kg a cui sono connesse anche emissioni di gas serra.

Questo minerale ha però un importante pregio: una volta estratto può essere riciclato al 100% e infinite volte senza perdere le sue caratteristiche originarie, tanto che il 75% dell’alluminio prodotto nel mondo è ancora oggi in circolazione.

Quali sono i vantaggi dell’alluminio riciclato?

Il riciclo dell’alluminio evita innanzitutto nuove estrazioni e riduce il costo energetico del 95% rispetto a quello sostenuto per produrre alluminio primario. Ciò significa che la produzione di 1 kg di alluminio secondario ha un fabbisogno energetico che equivale al 5% di quello di 1 kg di metallo primario.

A questo si aggiunge anche un’importante riduzione delle emissioni inquinanti: secondo il World Economic Forum il recupero del 95% di alluminio ridurrebbe la domanda di quello primario del 15%, evitando annualmente 250 milioni di tonnellate di emissioni di CO2.

Affinché si possa dare il via al processo di riciclo è fondamentale procedere con una corretta raccolta differenziata del materiale.

La raccolta differenziata dell’alluminio

L’alluminio in Italia non si raccoglie quasi mai da solo, ma insieme alla plastica e/o al vetro, quindi, è importante conoscere bene le regole vigenti nel proprio comune.

Oltre alle lattine, possono essere conferiti nel bidone dedicato anche il foglio di alluminio che avvolge gli alimenti, le capsule, le vaschette e le scatolette per il cibo (anche quello per animali). Per essere sicuri che l’imballaggio possa essere conferito nella raccolta dell’alluminio, sulla confezione deve essere riportata la dicitura ALU 41.

Inoltre, ai fini del riciclo non è necessario sciacquare o lavare i contenitori. Basta semplicemente rimuovere bene i residui di cibo o del prodotto contenuto.

Italia campione nel riciclo

Con 52.900 tonnellate di imballaggi in alluminio riciclato nel 2021, pari al 67,5% delle complessive 78.400 tonnellate immesse sul mercato (dati CiAL), l’Italia si conferma area di eccellenza nel riciclo di questo materiale: per il suo recupero il nostro Paese è terzo nel mondo insieme alla Germania, dopo Usa e Giappone.

Dunque, l’alluminio secondario viene impiegato in numerosi ambiti, da quello dei trasporti all’industria, alla produzione di attrezzature domestiche, per ufficio e per la scuola e in molti altri settori che potrebbero stupirvi. Ad esempio, con 800 lattine si può realizzare una bicicletta, mentre ne servono 130 per creare un modello di monopattino (CONAI), per una caffettiera servono invece “solo” 37 lattine. Tutto questo dimostra l’importanza che ha l’alluminio già presente in circolazione e che, sempre secondo il CiAL, sarebbe sufficiente per tutti gli usi e consumi futuri. 

Le informazioni pubblicate su questa pagina hanno scopo divulgativo e non rappresentano una consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare investimenti né tantomeno ricerca in materia di investimenti. Le informazioni, per quanto accurate e aggiornate, possono non essere complete e non tengono conto delle caratteristiche patrimoniali e finanziarie dei singoli destinatari.
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