Loading

Come la scienza può aiutare le aziende a ridurre le emissioni di CO2

L’Accordo di Parigi del 2015 è un trattato internazionale, sottoscritto da 195 Stati che hanno partecipato alla Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite, il cui obiettivo è limitare gli effetti dei cambiamenti climatici, concentrandosi soprattutto sulla riduzione di emissioni di gas serra (GHG). Su tale tema, la scienza ha evidenziato che la quantità di emissioni di CO2 prodotte dall’uomo e il riscaldamento del pianeta risultano strettamente legati. 

Dunque, per affrontare concretamente i cambiamenti climatici e cercare di raggiungere l’obiettivo del Green Deal Europeo (ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050), è importante capire come diminuire la concentrazione dei GHG nell’atmosfera.

In tal senso, Science Based Targets initiative (SBTi), promossa da Carbon Disclosure Programme (CDP), United Nations Global Compact, World Resources Institute (WRI) e World Wide Fund for Nature (WWF), mira a coinvolgere le aziende nella lotta ai cambiamenti climatici, attraverso la riduzione delle emissioni di gas sera e l’utilizzo della scienza.


Net Zero

 

La SBTi ha pubblicato uno standard per supportare le imprese verso il raggiungimento dello status di “Net Zero”.

Fino ad ora la definizione di emissioni nette a zero è stata suscettibile di interpretazioni, in quanto ha spinto troppo spesso le aziende a focalizzarsi sul “netto” (cioè sulla compensazione delle emissioni), piuttosto che sulla decarbonizzazione o quantomeno su una riduzione sensibile delle emissioni necessarie per limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5°C.

Dunque, la SBTi ha messo in atto un processo dove per ottenere il Net Zero è importante fissare i seguenti obiettivi:

  • riduzioni delle emissioni per tutta la catena del valore in linea con un aumento della temperatura globale di 1,5°C prima del 2050;
  • obiettivi a breve termine e azioni rapide per ridurre le emissioni in 5-10 anni in linea con 1,5°C;
  • decarbonizzazione profonda a lungo termine del 90-95% in tutti gli ambiti prima del 2050;
  • una limitata dipendenza dalle rimozioni di carbonio per neutralizzare le emissioni che non possono ancora essere eliminate (5-10%);
  • una verifica esterna degli obiettivi netti zero delle aziende e rapporto annuale sui progressi.


Pas 2060


Un’altra strada che le aziende possono intraprendere per impegnarsi in azioni di riduzione delle emissioni è definita dallo standard Pas 2060. Questo stabilisce i requisiti per la quantificazione, la riduzione e la compensazione delle emissioni GHG in riferimento ad un’attività, un prodotto, un evento, un edificio, ecc. Tali caratteristiche sono:

  • la quantificazione delle emissioni di CO2 attraverso una metodologia rigorosa e riconosciuta (come le norme ISO);
  • lo sviluppo di un piano di gestione dell’impronta carbonica (Carbon Footprint Management Plan), con cui pianificare azioni di mitigazione che concorrano a ridurre l’impatto della CO2;
  • la compensazione delle emissioni di CO2 che non possono essere ridotte attraverso crediti di carbonio certificati da standard riconosciuti.

Alla fine di questo percorso, l’azienda dovrà preparare e rendere pubblica una dichiarazione di impegno verso la Carbon Neutrality (Qualifying Explanatory Statement – QES) che ha la validità di un anno.


Una vera riduzione presuppone un percorso strutturato

Il panorama della riduzione e della compensazione dei gas serra, così come in generale il mondo della sostenibilità, rispondono a regole basate su principi scientifici che non sempre sono di immediata comprensione.

Per questo motivo, un’azienda che decide di intraprendere un percorso di climate action, necessita di un percorso strutturato, fatto non solo di compensazione delle emissioni di CO2, ma anche di un’attenta pianificazione strategica e l’attuazione di misure concrete (impianti FER, ecodesign, interventi di efficienza energetica ecc.), necessarie a ridurre, realmente, l’impatto sull’ambiente delle emissioni climalteranti generate.


Le informazioni pubblicate su questa pagina hanno scopo divulgativo e non rappresentano una consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare investimenti né tantomeno ricerca in materia di investimenti. Le informazioni, per quanto accurate e aggiornate, possono non essere complete e non tengono conto delle caratteristiche patrimoniali e finanziarie dei singoli destinatari.
POTREBBERO INTERESSARTI QUESTI ARTICOLI
Premio Alto Rendimento: 14 anni di eccellenza per Arca Fondi SGR
Guarda
.
Mercati nervosi? La calma paga
Guarda
.
Arca Fondi SGR premiata come “Miglior Società di Gestione Patrimoniale Italiana”
Guarda
.
Arca Fondi SGR premiata durante gli Asset Class Awards 2026
Guarda
.
Arca Fondi SGR nuovamente tra i Top del risparmio gestito italiano
Guarda
.
Il Punto sui Mercati Marzo 2026
Guarda
.
Avviso ai partecipanti dei seguenti fondi comuni aperti
Guarda
.
Avviso ai sottoscrittori dei fondi comuni aperti
Guarda
.
Il Punto sui Mercati – Febbraio 2026
Guarda
.
Arca Fondi SGR premiata da CFI.co per il “Best Private Market Fund Italy 2025”
Guarda
.
Entriamo in contatto
Iscriviti alla newsletter
Ricevi quando vuoi gli approfondimenti di ARCA Fondi
Dal 1983 diamo più valore ai tuoi investimenti.
Arca Fondi SGR S.p.A.
Società appartenente al Gruppo IVA BPER Banca - Partita IVA 03830780361
Codice Fiscale e numero di iscrizione R.I. Milano: 09164960966
Gruppo Bancario BPER Banca
Copyright © 2026 ARCA FONDI SGR SPA

Questa è una comunicazione di marketing. Per informazioni sugli OICVM, prima di prendere una decisione finale di investimento, consultare il Regolamento, il Prospetto e il documento contenente le informazioni chiave per gli investitori (KID). La decisione di investire dovrebbe tener conto di tutti gli obiettivi e le caratteristiche dell'OICVM descritte nel relativo Prospetto, compresi gli aspetti di sostenibilità ai sensi del Regolamento UE 2088/2019, e nelle informazioni da comunicare agli investitori ai sensi della normativa vigente. Per gli OICVM complessi a capitale protetto (c.d. fondi a formula) l’obiettivo di rendimento/protezione non costituisce garanzia di restituzione del capitale investito né di rendimento minimo dell’investimento finanziario.
Per le forme pensionistiche complementari, prima dell’adesione, leggere la Parte I, le informazioni chiave per l'aderente’ e l'Appendice ‘Informativa sulla sostenibilità’ della Nota informativa. Questi documenti, che descrivono anche i diritti degli investitori, possono essere ottenuti in qualsiasi momento gratuitamente, sul sito www.arcafondi.it, presso la SGR e presso il Soggetto Collocatore. I documenti sono disponibili nella lingua ufficiale locale del paese di distribuzione.

Supporto Clienti
Caricamento
News Arca.Come la scienza può aiutare le aziende a ridurre le emissioni di CO2