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Quando gli investimenti puntano alle stelle

Fin dall’antichità, l’uomo ha desiderato viaggiare nello spazio e ha sempre cercato un modo per farlo: dallo studio degli astri alla progettazione delle navicelle spaziali, arrivando a oggi con la Space Economy (tradotta l’Economia dello spazio). Si tratta di un insieme di attività e risorse che creano benefici per gli esseri umani attraverso esplorazioni, ricerche, studi, gestione e utilizzo dello spazio.

Le aziende guardano in alto

Dai primi lanci negli anni 60, le iniziative spaziali hanno riscosso un grande coinvolgimento, non solo da parte degli investitori “tradizionali”, come governi, agenzie spaziali, strutture militari e scienziati. Grazie alla recente attenzione di aziende piccole e grandi, infatti, il mercato globale dell’economia spaziale ha raggiunto in breve tempo una dimensione rilevante, soprattutto in termini di finanziamenti.

Nonostante un calo del 4% registrato nel 2020 a causa della pandemia, nel 2021 la Space Economy ha raggiunto il valore di 370 miliardi di dollari e si stima che la sua crescita arriverà a +74% entro il 2030. Ecco perché questo settore è considerato a tutti gli effetti il comparto produttivo e finanziario di sviluppo dell’economia mondiale dei prossimi dieci anni.

In particolare, due reparti hanno contribuito maggiormente alla crescita: la navigazione e i sistemi di comunicazione satellitare che rappresentano rispettivamente il 50% e il 40% del valore complessivo del mercato.

Il successo della Space Economy ha attirato non solo grandi investitori, ma soprattutto piccole realtà: essendo un settore dinamico e basato sull’uso della tecnologia, tantissime sono le startup che hanno avviato diversi esperimenti con non elevati fondi, ma riuscendo ugualmente a realizzare prodotti di un certo rilievo.

Rocket Lab e la rotta verso Venere

Rocket Lab rappresenta una delle realtà più promettenti della Space Economy. Si tratta di un’azienda privata dedicata alla produzione di razzi spaziali e servizi di lancio, fondata nel 2006 in Nuova Zelanda. Nel 2013 stabilisce la sede centrale in America e a oggi collabora con la NASA - National Aeronautics and Space Administration e l’European Space Agency - ESA per la realizzazione di satelliti di piccole dimensioni da inviare nello spazio.

A metà maggio Rocket Lab avrebbe dovuto debuttare con la sua prima missione scientifica su Venere. L’obiettivo era inviare una sonda sul pianeta per studiare la composizione della cosiddetta “alta atmosfera”, ovvero una zona compresa fra i 48 e 60 km di altezza. In particolare, poiché a tale quota la temperatura risulta molto simile a quella terrestre, lo studio mira a verificare se sia possibile la vita sul pianeta stesso. Si tratta di un’ipotesi molto suggestiva: la vita venusiana occupa un posto importante nella letteratura fantascientifica del secolo scorso.

La missione di Rocket Lab ha anche un altro scopo: determinare la composizione delle nubi di Venere, le quali sono in grado di provocare un fortissimo effetto serra, rendendo la superficie del pianeta la più calda di tutto il sistema solare. Lo studio potrebbe così fornire importanti soluzioni da applicare sulla Terra.

Poco prima della data del lancio, l’azienda ha deciso di rinviare la partenza a non prima di gennaio 2025. Infatti, al momento «La nostra attenzione è rivolta in via prioritaria alla realizzazione delle missioni dei clienti», così ha dichiarato il portavoce di Rocket Lab.

Dunque, la corsa verso lo spazio non è solo un’avventura da intraprendere per piccoli e grandi investitori, ma è soprattutto un’importante occasione per comprendere e, se serve, trovare delle soluzioni a ciò che accade qui sulla Terra.

Le informazioni pubblicate su questa pagina hanno scopo divulgativo e non rappresentano una consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare investimenti né tantomeno ricerca in materia di investimenti. Le informazioni, per quanto accurate e aggiornate, possono non essere complete e non tengono conto delle caratteristiche patrimoniali e finanziarie dei singoli destinatari.
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