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Riscatto laurea: cos’è, come funziona e quando conviene

Convertire gli anni dell’università in contributi previdenziali: è questa la possibilità offerta dal riscatto della laurea, uno strumento che può rivelarsi strategico per migliorare la propria posizione contributiva, sia in vista della pensione sia come scelta previdente già in giovane età.

Dalla definizione di cos’è il riscatto della laurea, ai requisiti richiesti, fino alle modalità di calcolo e ai vantaggi fiscali, in questo articolo analizzeremo tutto quello che c’è da sapere per valutare se, come e quando conviene davvero richiederlo.

Approfondiremo anche le differenze tra riscatto ordinario e agevolato, e il ruolo che un fondo pensione può giocare in una pianificazione previdenziale più ampia ed efficace.

Come funziona il riscatto della laurea: requisiti, modalità e costi

Il riscatto della laurea consente di trasformare gli anni dedicati agli studi universitari in contributi validi ai fini pensionistici, anche in assenza di una posizione lavorativa attiva nel periodo considerato. Si tratta di un’opportunità disponibile per diverse categorie di persone: lavoratori dipendenti, autonomi, liberi professionisti, ma anche inoccupati. In alcuni casi, il riscatto può essere finanziato da un familiare, come un genitore, a beneficio di un figlio fiscalmente a carico.

Per accedere al riscatto è necessario aver conseguito un titolo di studio riconosciuto dall’ordinamento universitario italiano, ossia:

  • diplomi universitari, i cui corsi non siano di durata inferiore a due e superiore a tre anni;
  • diplomi di laurea i cui corsi non siano di durata inferiore a quattro e superiore a sei anni;
  • diplomi di specializzazione conseguiti successivamente alla laurea e al termine di un corso di durata di almeno due anni;
  • dottorati di ricerca i cui corsi sono regolati da specifiche disposizioni di legge;
  • titoli accademici introdotti dal decreto 3 novembre 1999, n. 509, cioè Laurea (L), che si consegue al termine di un corso di durata triennale, e Laurea Specialistica (LS), che si consegue al termine di un corso di durata biennale propedeutico alla laurea.

La richiesta può riguardare solo la durata legale del corso, escludendo eventuali anni fuori corso. Non rientrano tra i titoli riscattabili master, corsi di perfezionamento, dottorati o percorsi formativi svolti presso enti non universitari. Inoltre, non è possibile riscattare periodi per i quali risultano già versati contributi previdenziali, come nel caso degli studenti-lavoratori.

Una volta accertata l’idoneità del titolo di studio e del periodo da riscattare, è possibile scegliere tra due modalità: il riscatto ordinario e quello agevolato.

Riscatto della laurea ordinario

Il riscatto ordinario è accessibile a tutti, indipendentemente dalla data di inizio della carriera contributiva. Il costo viene determinato in funzione del reddito del richiedente e calcolato secondo il sistema retributivo o misto, a seconda della posizione previdenziale. Questa modalità può risultare onerosa, soprattutto per chi ha redditi medio-alti, ma consente una maggiore flessibilità e si applica anche a chi ha iniziato a lavorare prima del 1996.

Riscatto della laurea agevolato

Il riscatto agevolato, introdotto nel 2019, prevede invece un costo fisso per ciascun anno di studi, aggiornato annualmente. Nel 2024 l’importo era pari a circa 6.076 euro per anno. Si tratta di una soluzione riservata a chi ha iniziato a versare contributi dopo il 1° gennaio 1996, ricadendo quindi interamente nel sistema contributivo. Grazie al costo più contenuto e alla piena deducibilità fiscale, questa modalità rappresenta un’opzione particolarmente interessante per i giovani e per chi ha redditi medio-bassi.

Quanto costa riscattare gli anni di laurea e quali sono i vantaggi fiscali

Il costo del riscatto della laurea varia in base alla modalità scelta e alla situazione contributiva del richiedente.

Nel caso del riscatto ordinario, il calcolo si basa sullo stipendio lordo degli ultimi 12 mesi e sull’aliquota contributiva vigente al momento della domanda. Per fare un esempio: con una retribuzione annua di 32.170 euro, il costo per riscattare quattro anni di laurea può arrivare a circa 42.464 euro (ossia 10.616 euro per ciascun anno). Questo perché si applica un’aliquota del 33%, come previsto per i lavoratori dipendenti.

Al contrario, il riscatto agevolato ha un costo molto più contenuto. Si calcola applicando la stessa aliquota del 33%, ma su un reddito fisso stabilito ogni anno, noto come reddito minimale degli artigiani e commercianti.

Per il 2024, secondo i dati forniti dall’INPS (circolare n. 33/2024), il reddito minimale è pari a 18.415 euro. Di conseguenza, il costo per ogni anno di laurea è di circa 6.076 euro. Questo significa che, rispetto alla modalità ordinaria, il risparmio può superare anche il 70%, rendendo il riscatto agevolato particolarmente conveniente per molti contribuenti.

 In entrambi i casi, è prevista la possibilità di rateizzare il pagamento fino a 10 anni, suddividendo l’importo in 120 rate mensili senza interessi.

Per chi desidera valutare con precisione la propria situazione, l’INPS mette a disposizione un simulatore online che consente di ottenere una stima personalizzata dei costi in base alla carriera contributiva e al tipo di riscatto.

Dal punto di vista fiscale, il riscatto della laurea offre un importante beneficio: l’intero importo versato è deducibile dal reddito imponibile, con un risparmio concreto sull’IRPEF. Questo vantaggio si applica anche nel caso in cui il pagamento venga effettuato da un familiare per un soggetto fiscalmente a carico, come ad esempio un genitore che decide di riscattare la laurea del figlio.

Quando conviene riscattare la laurea

Stabilire se e quando riscattare la laurea convenga davvero dipende da diversi fattori, tra cui l’età, la storia contributiva, il reddito e gli obiettivi previdenziali personali.

Il riscatto può essere particolarmente vantaggioso per chi rientra nel sistema contributivo puro (ovvero ha iniziato a versare contributi dopo il 1° gennaio 1996), perché permette di incrementare l’anzianità contributiva a costi relativamente contenuti, soprattutto tramite la modalità agevolata.

Inoltre, chi ha redditi medio-alti può beneficiare appieno della deducibilità fiscale, ottenendo un risparmio significativo sull’IRPEF.

Il riscatto può rappresentare anche una soluzione utile per:

  • colmare eventuali vuoti contributivi,
  • raggiungere più velocemente i requisiti per la pensione anticipata,
  • oppure anticipare l’età pensionabile pur mantenendo un assegno previdenziale dignitoso.

D’altra parte, ci sono situazioni in cui il riscatto potrebbe risultare meno conveniente. È il caso, ad esempio, di chi:

  • ha un reddito molto basso, che riduce l’effetto della deducibilità,
  • oppure è molto distante dall’età pensionabile e preferisce destinare le proprie risorse ad altre forme di investimento, come un fondo pensione o un piano di accumulo.

In definitiva, il riscatto della laurea è una scelta che va valutata con attenzione, considerando sia il beneficio fiscale immediato che l’effetto sulla pensione futura. Strumenti come il simulatore INPS e una consulenza previdenziale personalizzata possono aiutare a prendere una decisione consapevole.

 Come richiedere il riscatto della laurea

Presentare la domanda di riscatto della laurea è un’operazione semplice, che può essere effettuata in autonomia oppure con l’assistenza di un ente abilitato.

Il canale principale è il sito dell’INPS, accedendo all’area personale tramite SPID, CIE o CNS. In alternativa, è possibile rivolgersi a patronati, CAF oppure fissare un appuntamento presso una sede INPS per ricevere supporto nella compilazione.

 Per inoltrare la domanda è necessario disporre di:

  • dati anagrafici e fiscali del richiedente,
  • certificato di laurea con l’indicazione degli anni da riscattare,
  • eventuale richiesta di accesso alla modalità agevolata, se si posseggono i requisiti,
  • l’indicazione di eventuali periodi già coperti da contribuzione, per escluderli correttamente dal calcolo.

 Una volta ricevuta la domanda, l’INPS elabora un preventivo personalizzato con l’onere da versare per riscattare gli anni richiesti. Questo documento non è vincolante: il richiedente può valutarlo con calma e decidere se accettare o meno.

 Se si sceglie di procedere, l’importo potrà essere versato:

  • in un’unica soluzione,
  • in rate mensili fino a 10 anni senza interessi (120 rate),
  • oppure con una formula mista, pagando una parte subito e il resto a rate.

 L’onere deve essere interamente saldato affinché gli anni riscattati vengano riconosciuti ai fini pensionistici. Tuttavia, nel caso di pagamento rateale, ogni versamento incrementa progressivamente il montante contributivo.

 Riscatto della laurea: 3 consigli prima di inviare la domanda

Prima di procedere con la richiesta di riscatto, è importante prendersi del tempo per valutare bene tutti gli aspetti, non solo economici ma anche strategici. Ecco alcuni consigli utili per orientare la scelta:

  • Fai una simulazione personalizzata: utilizza il simulatore INPS o affidati a un consulente previdenziale per capire quale sarà il costo effettivo e l’impatto sulla tua pensione futura.
  • Considera il vantaggio fiscale: le somme versate sono interamente deducibili dal reddito imponibile, anche se pagate da un familiare per un soggetto fiscalmente a carico. Informati sulle modalità per ottimizzare il beneficio.
  • Integra il riscatto in un piano previdenziale più ampio: affiancare al riscatto un fondo pensione può massimizzare i vantaggi fiscali e garantire una pensione più completa e sostenibile nel tempo.

Riscatto della laurea e fondo pensione: una strategia previdenziale integrata

Riscattare la laurea significa aumentare gli anni di contributi validi per la pensione pubblica. Ma da solo, questo strumento potrebbe non bastare a garantire una pensione adeguata, soprattutto per le nuove generazioni, spesso penalizzate dal sistema contributivo.

Ecco perché affiancare il riscatto della laurea a un fondo pensione complementare rappresenta una scelta strategica: due strumenti diversi ma sinergici, in grado di migliorare significativamente la posizione previdenziale sia sul piano contributivo che fiscale.

 Sul piano contributivo, il riscatto della laurea serve ad anticipare o potenziare la pensione pubblica; i fondi pensione costruiscono un secondo pilastro previdenziale, cumulabile e personalizzabile, che integra l’assegno INPS con una rendita aggiuntiva.

 Dal punto di vista fiscale, entrambi gli strumenti sono interamente deducibili dal reddito IRPEF. I versamenti ai fondi pensione sono deducibili fino a 5.164,57 euro all’anno, mentre il costo del riscatto (sia ordinario che agevolato) è anch’esso deducibile, anche se pagato da un familiare per un soggetto a carico. Utilizzati insieme, permettono di massimizzare il risparmio fiscale e ottimizzare la pianificazione.

 Chi ha già iniziato a costruire la propria pensione aderendo ad un fondo pensione può quindi integrare la strategia includendo il riscatto degli anni di laurea. Insieme, questi strumenti permettono di:

  • Aumentare l’anzianità contributiva,
  • Accrescere l’importo della pensione complessiva,
  • Ottenere un risparmio fiscale significativo nel presente.

Un esempio concreto: come combinare riscatto della laurea e fondo pensione

Immaginiamo Luca, un lavoratore di 30 anni con un reddito annuo di 28.000 euro che ha iniziato a lavorare a 24 anni. Decide di riscattare la laurea triennale più un anno di magistrale, per un totale di 4 anni. Sceglie la formula agevolata, affrontando una spesa complessiva di circa 24.300 euro, da dilazionare in 10 anni senza interessi.

 In parallelo, Luca versa ogni anno 2.000 euro in un fondo pensione, costruendo gradualmente un secondo pilastro previdenziale.

Quali vantaggi ottiene?

Grazie al riscatto, Luca può accedere alla pensione intorno ai 63 anni, usufruendo della pensione anticipata ordinaria anziché attendere il minimo di 64 anni richiesto dal sistema contributivo. Il riscatto, infatti, gli consente di incrementare gli anni di contribuzione e raggiungere così i 42 anni e 10 mesi necessari già a 63 anni, di cui 39 derivano da contribuzione effettiva e 4 dal riscatto della laurea.

Con il fondo pensione, accumula un capitale integrativo che crescerà nel tempo e potrà essere convertito in rendita o liquidato in parte alla pensione.

Entrambe le scelte gli garantiscono un risparmio fiscale immediato: nel suo caso, oltre 1.000 euro all’anno, grazie ai versamenti sia al fondo pensione che alle rate del riscatto.

Questa strategia combinata consente a Luca di ottimizzare il presente e pianificare il futuro, riducendo l’impatto fiscale oggi e costruendo una pensione più completa domani.

In definitiva, riscattare la laurea non è solo una scelta previdenziale, ma anche un modo per dare valore agli anni di studio e riconoscere l’investimento fatto su sé stessi. Affiancare questa decisione a un fondo pensione significa agire con consapevolezza, guardando con maggiore serenità al proprio domani.


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