I mercati finanziari sono una grande piazza collettiva, con tutti i pro e i contro. Una massa festante è uno spettacolo imperdibile e coinvolgente, ma se si manifesta una crisi di panico, stare in mezzo alla folla è un’esperienza spaventosa.
L’impensabile si è avverato: in questi giorni stiamo assistendo ad un evento militare in Europa. Improvvisamente, anche se non tanto inaspettatamente, ci siamo ritrovati ad ascoltare bollettini di guerra, a ipotizzare scenari futuri e già ci sono dolorosi impatti sulla popolazione civile. Con una pandemia non ancora alle nostre spalle, c’è chi sta già invocando una sorta di maledizione degli anni ‘20 e sui mercati finanziari stiamo assistendo al classico effetto panico con aumento di volatilità, tipico di queste situazioni. Già qui ci potremmo fermare, visto che in passato abbiamo già parlato di quanto siano deleteri questi momenti di irrazionalità e dei danni patrimoniali che possono comportare, ma in questo caso vale la pena fare un approfondimento.
L’80% dei trader fai-da-te è in perdita
È una amara verità, con cui dobbiamo fare i conti. Le statistiche non mentono: chi opera sui mercati direttamente per conto proprio finisce con una perdita più o meno pesante. Perché? Il motivo, molto spesso, avviene in concomitanza di due distinti momenti dei mercati finanziari: quando i mercati vanno molto bene e quando i mercati vanno molto male. In questi frangenti infatti è molto più facile sbagliare.
Mercati toro e l’overconfidence
I mercati stanno andando molto bene, le performance a doppia cifra a dodici mesi sono la normalità. Questo è il momento in cui, come si dice, basta tirare una freccetta sull’elenco dei titoli quotati per fare buoni affari. In questo caso, il nostro cervello ragiona in maniera molto semplice e ci dice: sono diventato bravo. In gergo tecnico, questo atteggiamento si chiama overconfidence e lascia intendere che è molto facile confondere i risultati ottenuti con le proprie abilità. Si badi bene, non è un effetto dei tempi moderni, in quanto già nell’antichità si parlava di hybris, la superbia tipica dei protagonisti della tragedia greca che portava a sciagurate conseguenze. Basti ricordare il mito di Icaro, per fare un esempio. L’effetto overconfidence scatta proprio in questi casi: dopo un periodo benigno sui mercati, il trader fai-da-te pensa che la fase positiva non finisca mai. Un minimo scatto di irrazionalità come il periodo che stiamo vivendo in questi giorni, può avere effetti nefasti.
Mercati orso e l’effetto gregge
L’altro lato della medaglia è costituito dalle fasi di ribasso. In questi improvvisi aumenti di volatilità, si ha sempre la netta impressione che si stia vivendo un evento gravissimo e irreparabile. Negli ultimi 25 anni abbiamo assistito a eventi molto drammatici: attacchi terroristici, guerre, una pandemia globale, ma anche crisi finanziarie, scandali e bolle finanziarie. Al di là della drammaticità dei singoli eventi che hanno segnato la nostra storia recente, nessuno di questi ha avuto un impatto di lungo termine e tutti sono stati riassorbiti dallo slancio dell’umanità e, soprattutto, non hanno impedito ai mercati di progredire fino ai livelli dei giorni nostri. Anche in questo caso, l’effetto psicologico ha il suo impatto, mediante l’effetto gregge. Molto semplice caderci: in queste ore tutti parlano del conflitto in Ucraina, e si ha la sensazione che tutto possa rapidamente crollare. La prima reazione è di vendere, tutto e subito per non perdere i propri soldi, perché il mondo sta per finire. La risposta è semplice: non accadrà, nemmeno questa volta.
Cosa fare di realmente utile in questi casi
Ovviamente non è facile decidere cosa è utile fare quando i mercati sono preda della volatilità. In caso poi di un intervento militare in un paese produttore di materie prime energetiche è tutto ancora più complesso. Il primo punto da cui partire è: se gli investimenti sono stati correttamente effettuati, non si dovrebbe fare nulla. Come abbiamo visto nell’articolo 'Investire in 4 mosse è facile, se sai come farlo' investire strategicamente significa costruire una piramide alla cui base ci sono gli investimenti più liquidi e meno rischiosi e via via che si aumenta di grado la rischiosità e l’orizzonte temporale di riferimento. Quest’allocazione va costruita insieme ad un consulente e non è escluso iniziare a farlo anche in momenti di difficoltà come quello che stiamo vivendo.
La seconda azione da fare in questi frangenti potrebbe essere di non lasciarsi vincere dalla tentazione di vendere ma addirittura di acquistare, a saldo evidentemente, ulteriori investimenti. Questa strategia, per quanto buona, non è ovviamente esente da errori di percezione e quindi va effettuata con molta cautela e con la collaborazione di un professionista. Una volta presa la decisione può essere utile anche una strategia di investimento pianificata e ripetuta, affidandosi ad un Piano di Accumulo, che può mitigare gli effetti della volatilità.

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