Non imorpta in che oridne apapaino le letetre in una paolra, l’uinca csoa imonrptate è che la pimra e la ulimta letetra sinao nel ptoso gituso. Il riustlato può serbmare mloto cnofuso ma noonstatne ttuto si può legerge sezna mloti prleobmi. Qesuto si dvee al ftato che la mtene uanma non lgege ongi letetra una ad una, ma la paolra nel suo isineme. Cuorsio, no?
Sei riuscito a leggere correttamente la frase sopra riportata? L’hai letta più o meno con la stessa velocità con cui stai leggendo questo paragrafo? È molto probabile che tu abbia risposto affermativamente a entrambe le domande e non c’è nulla di anormale in questo, ma purtroppo nemmeno nulla di geniale in te, come invece lasciano intendere alcuni articoli che circolano sui social network. Sembra difficile da capire, ma questo tipo di “scorciatoie mentali” impatta molto sulle nostre scelte, anche su quelle d’investimento.
Il nostro cervello è uno strumento meraviglioso, forse l’organo più evoluto dell’intero Universo conosciuto e anche nella gestione del proprio lavoro è estremamente efficiente. Il cervello, infatti è sempre alla ricerca di schemi ripetitivi che gli consentano di lavorare il meno possibile. Ad esempio, tutti i bambini non hanno paura del fuoco anche se i genitori li avvertono del pericolo, è probabile che non avendo mai provato non abbiano la cognizione di dolore da bruciatura. Ma dopo la prima volta che ci si è scottati, si crea uno schema sistematico per cui il cervello quando vede il fuoco non analizza più il contesto e avvisa solo del pericolo.
A volte questi schemi sistematici, in inglese pattern, ci danneggiano perché creano le cosiddette distorsioni cognitive, deviazioni dalla razionalità di giudizio che ci fanno commettere errori più o meno gravi.
Il framing è la cornice con cui visualizziamo le situazioni. A volte infatti accade che effettuiamo le nostre scelte solo in base all’aspetto esteriore “di cornice” senza badare al contesto. Comprare qualcosa pagandolo € 3,99 è praticamente uguale al pagarlo € 4. Eppure, l’effetto framing fa sì che più persone siano disposte a lasciarsi influenzare da una lieve differenza di prezzo, come spesso accade per il prezzo della benzina.
Quando qualcosa è fatto da noi stessi è sicuramente migliore. La tendenza a sopravvalutare il valore delle cose che in tutto o in parte creiamo noi stessi è una distorsione a volte positiva ma a volte molto negativa. Se hai fatto una torta è molto probabile che sia più genuina di una industriale comprata al supermercato. Ma se hai fatto una scelta d’investimento che si rivela sbagliata e non vuoi ammettere il tuo errore è molto saggio ascoltare altri pareri, magari più esperti, per capire se la tua intuizione è stata positiva o meno.
In inglese bandwagon si traduce in “carrozzone” ed è facile intuire cosa intende. Molto spesso ci lasciamo prendere dall’opinione comune generale e prendiamo decisioni o compiamo atti solo perché la maggioranza della gente crede o fa quelle stesse cose. In effetti non è facile non cascare in questa distorsione perché il nostro desiderio di sicurezza ci rende più propensi a fare scelte conservative. Se le cose vanno male, non è colpa mia.
Come descritto dagli psicologi David Dunning e Justin Kruger meno sappiamo e più ci sentiamo sicuri, mentre se abbiamo più conoscenze tendiamo ad avere più dubbi. Anche se la teoria è stata formulata nel 1999, già Charles Darwin aveva fatto considerazioni simili “l’ignoranza genera fiducia più spesso della conoscenza”. Non è difficile capire perché questa distorsione può essere letale per le nostre scelte. Ignorando i pericoli tendiamo a commettere errori di valutazione. Cosa mai può andare male se investo i miei risparmi sul Bitcoin?
“Oggi ho chiuso un buon investimento: i miei risparmi stanno aumentando: sono stato proprio bravo”. “Oggi sono andato in Banca e ho scoperto che i miei investimenti sono diminuiti, che grande sfortuna. Sono stato consigliato male”. Sono due facce della stessa medaglia: ci prendiamo volentieri i meriti dei nostri successi e altrettanto facilmente scarichiamo le colpe agli altri, alla sfortuna, alla società. Sfuggire a questo meccanismo è molto difficile, ma bisogna imparare ad avere uniformità di giudizio per fare scelte corrette.
È un errore molto comune che colpisce soprattutto le persone con qualche anno in più. “…una volta si stava meglio. I rendimenti pagati dai titoli di Stato erano più del 20%, si guadagnava senza far nulla: adesso il mondo sta andando a rotoli”, peccato che l’inflazione era al 21% vanificando quei guadagni. La tendenza a pensare che il mondo sia sull’orlo del fallimento e che prima ci fosse stata l’età dell’oro è una distorsione molto comune. Purtroppo molto raramente è vera.

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