Il mondo è in continua evoluzione: la globalizzazione, l’aumento della popolazione e lo sviluppo economico in generale influenzano la possibilità di mantenere il nostro attuale stile di vita. Lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, l’aumento delle emissioni di gas serra, il riscaldamento globale, le crescenti disuguaglianze sociali e la mancanza di culture di governo societario moderne ed efficaci, rappresentano solo alcune delle sfide che siamo chiamati ad affrontare.
In un contesto di sempre maggiore attenzione verso un percorso di sviluppo sostenibile, l’Unione Europea ha intrapreso una serie di azioni volte a promuovere l’utilizzo efficiente delle risorse, la riduzione dell’inquinamento e delle emissioni di gas serra. Tali iniziative, che prendono origine dall’accordo di Parigi, accordo globale firmato da numerosi Paesi con l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale, si articolano:
L’intento delle Istituzioni è quello di fornire indirizzo strategico e finanziamenti a un programma di sviluppo economico centrato su una transizione energetica e ambientale, giusta e inclusiva. Il programma legislativo messo in atto dall’Unione Europea ha riconosciuto alla finanza un ruolo centrale, dedicando al settore due Regolamenti (il Regolamento SFDR - Sustainable Finance Disclosure Regulation e il Regolamento Tassonomia), finalizzati a definire le regole del gioco in ambito di investimenti sostenibili.
Il settore della gestione del risparmio svolge un ruolo determinante nel supportare lo sviluppo delle imprese, facendo sì che le aziende con migliori prospettive di crescita e più bassi profili di rischio ottengano capitali e finanziamenti. Nel contesto attuale la valutazione del profilo di rischio e del potenziale di un’impresa non possono prescindere dall’analisi dei fattori ESG (Environmental, Social and Governance). Per questo abbiamo sviluppato un modello di valutazione del rischio ESG integrato nell’ambito di tutte le scelte di investimento. Con questa integrazione, miriamo a identificare e considerare gli effetti negativi, che i prodotti potrebbero generare sulla sostenibilità.
Il nostro modello proprietario, basato sui dati dell’info provider MSCI, consente di assegnare un rating ESG alla quasi totalità degli strumenti finanziari oggetto dell’investimento. Oltre che per l’aggregato ESG, i rating sono disponibili anche per i tre “pilastri” E (environmental), S (social) e G (governance).
I rating previsti dal modello sono compresi tra CCC e AAA con una gradazione che assume la stessa granularità di quella prevista per i rating di credito (e.g. il rating A viene suddiviso in A-, A e A+)
Agli strumenti azionari e obbligazionari, sia societari sia governativi, viene attribuito un rating sulla base dei dati forniti da MSCI ed integrati anche da quelli proprietari, elaborati sulla base di questionari da noi prodotti (principalmente per le piccole e medie imprese del mercato italiano). Agli strumenti finanziari compositi (strumenti finanziari derivati, quote di OICR, etc.) viene attribuito un punteggio sulla base del rating degli strumenti che li compongono.
Ad ogni strumento è inoltre associato un flag fornito da MSCI che indica se l'emittente è coinvolto in una controversia relativa alle operazioni e/o ai suoi prodotti. In funzione della gravità dell’eventuale controversia, lo score attribuito allo strumento viene ridotto fino a livelli compatibili con un rating pari a BB. Vengono inoltre penalizzati gli emittenti appartenenti a specifici sottosettori (Aerospace & Defence, Casino & Gaming, Tobacco) con un algoritmo che attribuisce a tali emittenti uno score minimo.
Il modello prevede inoltre la presenza di una cosiddetta “Black List” che include l’insieme di emittenti governativi e sottosettori corporate che non possono essere presenti nei nostri portafogli in quanto considerati non in linea con i temi di sostenibilità ambientale, sociale e di governance. Settori e società che hanno un comprovato impatto negativo sulla società e sull’ambiente, come i produttori di armi controverse, quali mine antiuomo, bombe a grappolo, nonché armi chimiche o biologiche e una lista di Paesi considerati controversi, sono oggetto di esclusione da tutti i nostri investimenti.
La metodologia sviluppata ci consente di calcolare score e rating ESG sovrappesando i fattori ambientali rispetto a quelli sociali e di governance.
Ai portafogli gestiti e ai benchmark utilizzati, viene assegnato un rating calcolato come media pesata dei rating degli strumenti finanziari detenuti.
Grazie al nostro impegno nell’ integrare i fattori ESG in tutte le scelte di investimento che effettuiamo, tutti i nostri prodotti, anche quelli che non pongono particolare enfasi sui temi della sostenibilità, possono essere classificati come Fondi art. 6, ai sensi del Regolamento SFDR.
I Fondi che promuovono caratteristiche ambientali e/o sociali sono classificati come Fondi “art. 8”, ai sensi del Regolamento SFDR se:
I Fondi che promuovono caratteristiche ambientali e/o sociali e contribuiscono considerevolmente al raggiungimento di un obiettivo sostenibile, si possono definire “Art.8 plus”, (sebbene tale tipologia non sia espressamente individuata dal Regolamento SFDR) se:
I Fondi che hanno almeno un obiettivo sostenibile sono definiti Fondi art. 9, ai sensi del Regolamento SFDR se:
I cosiddetti “PAI” (Principal Adverse Impacts), definiti ed elencati all’interno dell’allegato 1 del Regolamento Delegato (UE) 2022/1288, sono indicatori che hanno lo scopo di identificare, mappare e monitorare i potenziali impatti negativi delle decisioni di investimento sugli aspetti ambientali, sociali e di governance. Abbiamo definito che:
Svolge un ruolo attivo di indirizzo e di governo per integrare i rischi climatici e ambientali nella cultura e strategia aziendale, nonché nel processo di investimento dei portafogli gestiti. Specifici piani di formazione in materia ESG garantiscono l’aggiornamento dei componenti del Consiglio di Amministrazione con focus sulle novità normative e dei principali indirizzi di mercato sul tema. Il Consiglio di Amministrazione definisce il sistema di gestione delle tematiche ESG con riferimento alla struttura organizzativa, all’offerta di prodotto e alla declinazione dei limiti operativi.
Ha il compito di coordinare le attività aziendali sulle tematiche ESG, di valutare eventuali aggiornamenti delle policy/procedure interne anche dovuti a variazioni metodologiche da parte dell’information provider utilizzato o variazioni delle normativa di riferimento, nonché servire da stimolo a tutte le iniziative (di prodotto, di comunicazione, di attività) garantendo nel continuo l’allineamento dell’operatività alle indicazioni strategiche definite dal Consiglio di Amministrazione sul tema.
Nell’attività di selezione dei titoli da includere nei portafogli, i gestori si avvalgono di strumenti di analisi che consentono il monitoraggio continuo dei rating degli strumenti finanziari e dei fattori ESG, nonché il monitoraggio della coerenza dei portafogli rispetto ai criteri di ammissibilità e a tutti gli altri requisiti ESG specifici del prodotto. Inoltre, tutti gli emittenti e strumenti finanziari valutati non in linea con i temi della sostenibilità ambientale, sociale e di governance sono oggetto di esclusioni o limitazioni all’acquisto (ad esempio “black list” o penalizzazione specifici sottosettori). La coerenza dei portafogli gestiti è presidiata dal Servizio Compliance attraverso il setup di appositi limiti. Abbiamo, inoltre, predisposto una strategia per l’esercizio dei diritti inerenti agli strumenti finanziari detenuti dai portafogli gestiti. Tali linee di indirizzo si fondano sull’impegno ad esercitare, nell’ambito delle assemblee societarie, i diritti di voto in modo ragionevole e responsabile nell’esclusivo interesse dei soggetti sottoscrittori. Per maggiori dettagli sulla politica di impegno si rimanda all’apposita sezione del sito (https://www.arcafondi.it/s/chi-siamo/chi-siamo-stewardship).
Da anni la sostenibilità rappresenta una priorità nella nostra Agenda. L’approccio proattivo alle tematiche sostenibili e il nostro impegno verso il futuro ci hanno spinto a sottoscrivere i Principi per gli Investimenti Responsabili delle Nazioni Unite.
I principi per gli investimenti Responsabili delle Nazioni Unite prevedono di:
Abbiamo deciso di racchiudere il nostro logo storico in un cerchio, simbolo eterno di perfezione, fatto di diciassette colori diversi. Questi colori non sono casuali, sono quelli degli obiettivi sostenibile concordati dalle Nazioni Unite, che rappresentano diciassette mete che vogliamo raggiungere tramite un impegno giornaliero costante.
Grazie a una ristrutturazione, sono state ridotte le dispersioni termiche dei nostri uffici dove trovano spazio sistemi di illuminazione e climatizzazione a basso consumo energetico. Promuovendo comportamenti più virtuosi, anche i nostri dipendenti sono protagonisti, ad esempio, scegliendo di utilizzare i mezzi pubblici per recarsi a lavoro sfruttando sistemi di agevolazione dedicati.
| ART. 6 | ART. 8 | ART. 9 | |
|---|---|---|---|
| Integrazione Fattori ESG | ✔ | ✔ | ✔ |
| Esclusioni o limitazioni specifici emittenti/settori |
✔ |
✔ |
✔ |
| Rispetto standard di sostenibilità |
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✔ |
✔ |
| Investimento Sostenibili |
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✔1 |
✔ |
| Obiettivo sostenibile |
|
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✔ |
| Quota di investimenti allineati alla tassonomia UE2 |
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✔1 |
✔ |
| Principio “Non arrecare danno significativo a nessun obiettivo sostenibile” |
|
✔1 |
✔ |
| Rispetto prassi buona governance |
|
✔1 |
✔ |
1 – limitatamente ai fondi Art. 8 “plus”
2 – ad oggi, la normativa di riferimento ha definito l’allineamento alla tassonomia UE esclusivamente per gli investimenti con focus su tematiche ambientali
Per maggiori dettagli sulle singole strategie ESG si rimanda alla documentazione d’offerta di ogni singolo Fondo gestito da Arca Fondi SGR.

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